Seminario di Tecnica Fotografica

 

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Tav. 1

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Tav. 2

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Tav. 3

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Tav. 5 Nella cornice centrale (in rosso) l’area inquadrata da un obiettivo da 25 mm sul formato 4:3 (17,3 x 13 mm). L’angolo di campo è di 46° circa. La distanza di ripresa è di circa 15 metri. La distanza tra i due alberi era di 6,80 m.

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Tav. 6

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Esercitazione sui Formati ISO 216

(codice accesso classe EDMODO: 6ndz4c)

Iscriversi alla Classe e Scaricare il file PDF della esercitazione da Edmodo.

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Protetto: Piani, angoli e lunghezze focali

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Compito di prestazione IIIe

Progetto di custodia tipo bustina per supporto ottico per il progetto di AsL sul tema angioino

Gabbia

Gabbia strutturale (posizionata su livello e bloccata)

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Aggiunta del visual: il personaggio (Carlo d’Angiò) appare in primo piano e in negativo con un leggero viraggio rossastro)

Schermata 2018-05-12 alle 12.25.36

Titolo principale

Schermata 2018-05-12 alle 12.27.11

Particolare del titolo ((font utilizzato: Perry Gothic)

Schermata 2018-05-12 alle 12.25.58

Finestra di testo (font utilizzato: Aquiline)

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Testo con effetto Ombra

Schermata 2018-05-12 alle 12.26.38

Finished Layout

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Livelli

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Seconda versione: le maggiori novità sono 1) la fotografia a destra (il personaggio, in positivo, appare in piano medio e guarda verso sinistra); 2) la texture sullo sfondo della foto a destra (tratta dalle Librerie di Illustrator); 3) la presenza del dipinto a sinistra (Simone Martini) contornato dal testo; 4) l’utilizzo del font Optima Italic per il testo in paragrafi; 5) la presenza del codice QR che rimanda alla home page del sito.

PDF qualità stampa del progetto:CUSTODIA_SEMPLICE_PROVA_IIIe_V2

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San Giovanni a Mare

Per il corso di Tecnologie delle classi Terze, abbiamo affrontato l’argomento “Stampati” e “Formati” (di stampa).

S.GIOVANNIAMARE_BIANCA.png


S.GIOVANNIAMARE_VOLTAA.png

Questo è un prodotto scaturito dalle lezioni teorico-pratiche che hanno coinvolto le tematiche su menzionate (ancora in fieri), congiuntamente al parallelo percorso di AsL (alternanza Scuola-Lavoro).

Si tratta del progetto di un pieghevole (ipoteticamente prodotto ad uso turistico – al momento è pronta la versione in italiano, ma contiamo di progettare una versione multi-language), di formato A4, a tre ante (o falde) con due pieghe (cordonature).


Per la realizzazione del prodotto, gli alunni hanno sperimentato la creazione di forme composite, disegnate in vettoriale con l’applicativo in dotazione nel laboratorio grafico, Adobe Illustrator.


FORME.png

Esercitazione sulla creazione di forme composite ispirate all’architettura gotica


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Bifora della chiesa di Sant’Eligio Maggiore (Napoli, dopo il 1270)

Pdf qualità stampa del progetto: III_E_LEZ_02_05

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Food System Home_page

Questa galleria contiene 24 immagini.

 

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Seminario di Arte e Tecnica dell’Audiovisivo (2)

REGOLE BASE DI REGIA (segue testo)

 

PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-1PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-2PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-3PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-4PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-5PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-6PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-7PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-8PRINCIPIO-DEL-TRIANGOLO_1-copia-9

ASSE-DI-CAMPO-E-SCAVALCAMENTI-01ASSE-DI-CAMPO-E-SCAVALCAMENTI-02ASSE-DI-CAMPO-E-SCAVALCAMENTI-03

 

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Look Up Table e color grading

La sigla “LUT” (Look Up Table) fa riferimento ad una “tavola” di correzione colore  utilizzata per convertire i colori visualizzati – ad esempio – da un monitor, avente un proprio spazio e profilo di colore, secondo parametri assoluti (CIE Lab o X-Y-Z), i modo da calibrarlo per ottenere una riproduzione il più possibile fedele.
In altri casi, come specificamente nella ripresa foto-video, le LUT sono impiegate per conferire un aspetto predeterminato alle immagini.


Ad esempio, le fotocamere Fujifilm possono essere impostate per applicare alle immagini prodotte, il look delle “classiche” pellicole della casa come la Velvia, la Provia o l’Astia, applicando ad esse settaggi preordinati.


In buona sostanza, utilizzando un software specifico (come ImpulZ Pro o ImpulZ Ultimate) è possibile creare delle tabelle software di conversione dei colori (analogamente a quanto avviene col ColorManagemetSystem) che, caricate nei vari sistemi e sotto-sistemi, applicano uno specifico look per visualizzare in diretta i risultati ottenibili in ripresa.
Uno dei sottosistemi utilizzabile a questo scopo è il monitor Blackmagic Video Assist che, collegato ad una qualsiasi video-cine-fotocamera, avendo pre-caricato le LUT che si hanno a disposizione (acquistabili o prodotte dall’utente) consente la pre-visualizzione secondo ciascuna di esse.

intro-it.jpg
Un buon esempio di applicazione delle LUT si può avere considerando riprese effettuate in formato RAW (o DNG-raw), sia fotografiche che video. In questo caso, le immagini visualizzate dal display degli apparecchi applica una LUT di default per consentirci una visione “realistica” della scena inquadrata in tempo reale (pre-view), laddove le immagini sono destinate a subire un processo di editing del colore (color-correction e color-grading) in post-produzione.
Nelle nostre riprese di esercitazione effettuate con la Blackmagic Pocket Cinema Camera nel formato RAW, abbiamo potuto costatare come il monitor da campo esterno, non applicando alcuna LUT alle immagini, mostrasse colori e contrasti del tutto piatti ed irrealistici, mentre il display integrato, applicando la LUT di pre-view standard (rec.709), fornisse una visualizzazione alquanto realistica di quanto inquadrato e registrato.
Di seguito ripropongo un articolo (apparso sul  blog di Carlo Machiavello, che per il vero non ho il piacere di conoscere e che ringrazio) sotto forma di FAQ, che mi pare interessante ai nostri fini:


A cosa servono le LUT?
Le LUT servono a tre scopi diversi, a seconda di quando si applicano tali correzioni.
LUT da set/Monitor : girando con camere che lavorano girando il log o in raw, il materiale se rivisto direttamente sarebbe strano, desaturato, piatto come contrasti, quindi spesso si usano monitor che al volo applicano una LUT per mostrare il materiale secondo una visione più “tradizionale” ad esempio il rec709 che è lo standard video.
LUT di sviluppo : sia sul set che magari dopo, si creano delle LUT per fissare un certo tipo di correzione dell’immagine originale per fissare l’estetica dello shot che viene fatto, in modo che il Direttore di fotografia possa al momento verificare l’effetto generale della ripresa fatta, che dare delle indicazioni in modo che chi si occuperà della fase color grading abbia una indicazione precisa di cosa il Direttore di Fotografia intendeva catturare sul set.
LUT di Postproduzione : si carica o si crea una tabella di correzione per dare un particolare look alle immagini partendo da LUT che simulano il tipo di risultato che si avrebbe in “determinate condizioni” ad esempio le Lut che simulano i diversi tipi di pellicola emulano come i colori e i contrasti si altererebbero in funzione della stampa su quel tipo di pellicola.
Perchè non funziona la LUT che sto applicando?
La spiegazione è molto semplice, la LUT funziona sempre, è l’immagine a cui la diamo in pasto che non è adatta.
Contrariamente a quello che pensano in molti, le LUT nascono come preset di correzione del colore, sviluppate su immagini di tipo X, quindi le LUT vi forniranno quel tipo di risultato SOLO se voi le applicherete ad immagini con lo stesso tipo di contrasto e densità di colore, altrimenti i risultati possono essere di ogni tipo. Le LUT sono SOLO delle tabelle di allocazione del colore, ma non possono essere senzienti, ovvero non sanno quale sarà il risultato finale, solo di quanto cambiare il tutto.
Come faccio a far funzionare una LUT?
domanda semplice, risposta molto semplice, olio di gomito, si deve alterare l’immagine sorgente PRIMA di applicare la lut in modo che sia il più simile possibile all’immagine originale usata per creare la lut, questo farà si che il risultato finale sarà il più vicino possibile a quello che ci si aspetta dall’immagine dimostrativa della LUT.
Perchè una immagine NON vale l’altra quando applico le LUT?
se una immagine ha un contrasto alto o basso, la LUT scosterà i colori in modo diverso.
La Lut deve essere pensata più come un punto di partenza che un punto di arrivo, per cui può essere interessante per la manipolazione delle immagini, ma non la si deve pensare come una bacchetta magica, non trasforma in pellicola le immagini che gli date in pasto alle Lut, ma aiutano lo sviluppo delle immagini per arrivare ad un determinato risultato.
La free Lut per simulare la cara e vecchia Kodachrome è un dono fatto dal cinematographer Frank Glencairn, la potete trovare sul suo blog in questo interessante Articolo sullo sviluppo del colore in stile kodachrome.
Come le lavoro le immagini prima delle LUT?
con qualunque strumento che vi permetta di vedere in realtime le applicazioni di Lut e correzione colore in contemporanea, ad esempio lo strumento LUMETRI di premiere cc 2015.5, che contiene la possibilità di caricare le LUT in due punti diversi, sia per lo sviluppo base e poi per lo sviluppo creativo, e la cosa interessante è che nello sviluppo creativo i programmatori di Adobe hanno introdotto controlli di regolazione colore come lo “sbiadito” e vividezza; sbiadito è la traduzione un po’ grossolana di bleach pass, il candeggiante, che aiuta l’applicazione delle LUT rendendo più “flat” piatta l’immagine riducendo contemporaneamente sia la saturazione che il contrasto; la vividezza è uno strumento che aumenta il colore inversamente al valore della saturazione degli elementi, oppure toglie colore in modo direttamente proporzionale alla quantità di saturazione degli elementi, molto utile per uniformare i valori di saturazione dell’immagine, riducendo gli eccessi e i contrasti di saturazione che complicano l’applicazione delle LUT e tutte le altre lavorazioni di correzione colore.
Su photoshop ad esempio le LUT si applicano come livello di regolazione, per cui possiamo inserire prima del livello di LUT due livelli di regolazione di valori tonali e vividezza e controlliamo agilmente l’immagine vedendo anche quanto la LUT la cambia e “dosiamo” l’intervento della lut stessa.
Posso applicare le LUT ad ogni tipo di immagine?
Le lut nascono per lavorare al meglio su immagini flat che nascono da file log o raw, per cui applicandole su immagini morbide e poco sature le LUT possono agire bene, e possono funzionare di più al secondo colpo.
Perchè dico al secondo colpo? Perchè log non è uno standard, se prendiamo un file log di una red, di una blackmagic, di una Alexa, di una DiditalBolex, avremo tanti log diversi, diverse saturazioni e diversi contrasti. Log è un file in cui il colore e il contrasto invece di essere registrati in modo lineare sono registrati in modo logaritmico per gestire meglio e più latitudine di posa e informazioni, ma ogni azienda ha il suo modo di gestire e catturare le informazioni log.
Ad esempio logC Alexa e log Blackmagic sono molto simili, Alexa tiene la saturazione più alta, Blackmagic più bassa, ma il contrasto di luminosità è invertito, quindi la LUT sviluppata sulle immagini di una non va bene su quelle dell’altra e viceversa.
Entrambe le camere registrano un log 10bit in .mov e un 12bit log raw, partendo da un sensore 16bit, ma la curva di gestione è differente.
Potete trovare qui alcune indicazioni della curva di log della Alexa.
Questo significa che anche salendo su camere più professionali non esiste un modo standard di creare le immagini e catturarle allo stesso modo. Se una Lut potesse magicamente equilibrare le immagini e dare l’aspetto X indipendentemente dalla sorgente, probabilmente sarebbe superfluo avere sia sul set che in post diversi ruoli e diverse professionalità, ma nonostante i tentativi di filtri, sistemi di allineamento colore in post, uso di tabelle come il target gretag e simili, i sistemi di correzione colore automatici al massimo posso aiutare a “normalizzare” ovvero uniformare le immagini tra di loro, ma di certo non a creare la magia, per quella servono sempre gli esseri umani.
Un altro esempio di come una camera non possa lavorare in modo lineare è dato dal fatto che a seconda della lente che poniamo davanti, dell’iso impostato, anche lavorando con le stesse condizioni cambierà il contrasto di luce, e quindi anche poi la saturazione. Quindi anche usando la stessa camera, e girando in raw, dove non avvengono elaborazioni, ma si cattura esattamente ciò che il sensore legge, basta aprire o chiudere i diaframmi della lente fissa, che cambiando il contrasto una lut usata a TA (tutta apertura) sarà inutilizzabile a 11 di diaframma perchè l’immagine andrà massaggiata prima di essere sottoposta alla lut.

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Seminario di Arte e Tecnica dell’Audiovisivo  (1)

  1. INQUADRATURA  (FRAMING or SHOT) FISSA: con angolo di campo invariato (nel cinema delle origini);
  2. IN MOVIMENTO: con variazioni dell‟angolo di campo;
    1. SOGGETTIVA: lo spettatore vede attraverso gli occhi di un personaggio con il cui punto di vista si identifica la macchinada presa.
    2. OGGETTIVA: lo spettatore vede attraverso un’immaginaria quarta parete e la macchina da presa si identifica con lo sguardo di un ipotetico osservatore esterno;
  3. SCALA DEI PIANI E DEI CAMPI (CAMERA ANGLE OR ANGLE OF VIEW). Si tratta della distanza fra l‟obiettivo della macchina da presa e il soggetto ripreso:
    1. per i PIANI, il parametro è costituito dalla FIGURA UMANA;
    2. per i CAMPI, esso è costituito dal PAESAGGIO;
      1. CLL: campo lunghissimo, il soggetto si perde nello spazio 
     dell’inquadratura.
      2. CL: campo lungo (long Shot), il soggetto è individuabile, 
ma è messo in rapporto con lo spazio circostante;
      3. CM: campo medio (close Shot), il soggetto domina l’inquadratura, ma ha dello spazio sopra e sotto;
      4. CT: campo totale, l’inquadratura comprende la totalità 
dello spazio e dei soggetti della scena.
      5. FI: figura intera, il soggetto sfiora i bordi superiori e inferiori dell‟inquadratura.
      6. PA: Piano americano (American Shot), il soggetto è inquadrato dalle ginocchia alla testa.
      7. MF: mezza figura, il soggetto è inquadrato dalla vita in 
su;
      8. PP: Primo piano (close up) il soggetto è ripreso dalle 
spalle in su;
      9. PPP: Primissimo piano (extreme close up) l‟inquadratura comprende solo la testa del soggetto;
      10. SuperPPP: superprimissimo piano, l’inquadratura comprende 
 la testa dal mento agli occhi.
      11. Dett: dettaglio (detail), viene ripresa solo una parte del corpo o di un oggetto.
      12. Profondità di Campo (deep focus): quando tutti i punti all’interno di un’inquadratura sono a fuoco in modo da poter rappresentare più situazioni disposte in profondità.
  4. FUORI CAMPO  (OUT OF FRAME)
    1. Voce fuori campo: quando sullo schermo non si vede chi parla (Voice over or off).
    2. Suono fuori campo: quando esso non nasce direttamente dall’azione visiva.
    3. Persona fuori campo: quando esce dall’inquadratura, ma non dall’area di attenzione narrativa della sequenza.
  5. LA MACCHINA DA PRESA 
 POSIZIONI DELLA MACCHINA DA PRESA 
ANGOLAZIONE: punto di vista da cui si osserva la scena:
    1. Orizzontale
    2. Obliqua (dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto);
    3. Verticale (dall‟alto o dal basso).
  6. INCLINAZIONE: rapporto fra la base dell’inquadratura e la linea dell’orizzonte
    1. Normale;
    2. Obliqua, pendenza a destra o a sinistra
    3. Verticale, 90° rispetto al suolo
  7. ALTEZZA: la modalità prevalente di visione assume un’altezza più o meno corrispondente a quella di una persona in piedi o seduta. (In casi particolari la MdP è collocata all’altezza del suolo).
  8. MOVIMENTI  DELLA  MACCHINA  DA  PRESA
    1. CAMERA FISSA (fixed Camera);
    2. CAMERA A MANO (Hand-held shot): ripresa in movimento con la macchina da presa in mano o sulla spalla;
    3. STEADY-CAM: sistema basato su contrappesi tali da consentire una perfetta stabilizzazione delle riprese anche in situazioni difficili (soggetto in movimento, terreno sconnesso, etc).
    4. PANORAMICA (Pan o Pan-shot): è il movimento della macchina da presa attorno al suo asse e può essere:
      1. – orizzontale
      2. – a schiaffo (con movimenti rapidi, swish pan)
      3. – a 360°
      4. – circolare
      5. – verticale
      6. – diagonale
      7. – composta
    5. CARRELLATA (travelling or Tracking): la macchina da presa è collocata su un carrello che scorre su binari predisposti. Può essere:
      1. – in avanti
      2. – indietro
      3. – circolare
      4. – laterale
      5. – verticale
    6. CARRELLATA OTTICA o ZOOM: ottiene effetti di avvicinamento oallontanamento attraverso una variazione della lunghezza focale dell’obbiettivo.
    7. CAMERA-CAR: è un tipo particolare di carrellata: la macchina dapresa è montata su un veicolo opportunamente attrezzato.
    8. DOLLY: è una piccola gru maneggevole che permette spostamenti fino a 4 metri di altezza. Ci possono essere movimenti a salire o a scendere.
    9. GRU (crane)  è un braccio mobile che consente sviluppi in altezza di oltre 4 metri.
    10. LOUMA: è un braccio snodabile che supera i 7 metri ed è controllato a distanza.
    11. SKY-CAM: la macchina da presa, comandata a distanza, scorre su un cavo d’acciaio sospeso nel vuoto.
    12. RIPRESE AEREE: la macchina da presa viene montata su un aereo o elicottero.
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