la quadricromia

La riproduzione del colore nelle arti grafiche si basa sull’applicaziuone di due principi fondamentali:
1) la sintesi sottrattiva
2) la quadricromia.

La sintesi sottrattiva è il principio di funzionamento di sistemi cromatici che, partendo dal bianco (del supporto carta) mediante la sovrapposizione di tre soli colori (detti sottrattivi: ciano, magenta e giallo) e con tecnologie diverse, sono in grado di generare gli altri colori. La sovrapposizione dei tre colori in pari misura produce un grigio molto scuro, ma non il nero. La sovrapposizione di varie percentuali dei tre colori, produce l’impressione della maggior parte dei colori.  Nella sintesi additiva, invece, ricomponendo la luce bianca a partire da fasci di luce colorata – rosso, verde e blu – possiamo osservare nelle zone di sovrapposizione tra: rosso e verde il giallo; verde e blu il cyan; blu e rosso il magenta. 

La quadricromia è un sistema di riproduzione dei colori basato sul metodo sottrattivo: si riproducono i colori di un originale mediante la sovrapposizione di punti ciano, magenta e giallo, più il nero, aggiunto per rafforzare la densità delle zone scure – disposti secondo una precisa inclinazione dei retini detti di mezzatinta, che sono utilizzati nel processo detto di selezione dei colori.
Sino a non molti anni fa si adoperava una sorta di apparecchio fotografico detto reprocamera, con la quale si fotografava l’originale (detto a tono continuo) mediante i tre filtri di selezione (rosso, verde e blu). Col rosso si trasmettono solo le zone colorate contenenti il suo complementare, il cyan; col verde le zone del suo complementare, il magenta e col blu quelle del suo complementare, il giallo.

Le pellicole di selezione dei colori sono in realtà dei negativi al tratto (b&n) in cui l’ immagine dell’originale a tono continuo è scomposta in puntini la cui misura varia in relazione alla quantità maggiore o minore del colore dovranno rappresentare. Densità maggiori o minori di punti stamperanno percentuali maggiori o minori di colore. Sovrapponendosi, i tre colori più il nero creeranno la sensazione di tutti i colori presenti nell’originale.

Naturalmente, le applicazioni di grafica sia raster che vettoriali, emulano la creazione di pellicole di selezione. In particolare, Photoshop presenta la palette canali nella quale sono visibili le varie componenti cromatiche di un’immagine, dette appunto canali. Distinguiamo il canale del cyan, del magenta, del giallo e del nero e abbiamo la possibiltà di visualizzarli singolarmente e di intervenire per modificare le densità e qulunque altro parametro a nostro piacimento, nonchè di aggiungere altri canali. Da notare che lo stesso Photoshop è, come abbiamo detto, un programma di grafica raster, ossia un programma che tratta le immagini come insiemi di punti (pixel). Raster era detto il retino di selezione attraverso il quale si fotografavano gli originali nella reprocamera per realizzare le pellicole di selezione. Quindi si tratta quasi della evoluzione di una procedura e di una tecnica che, nata alla fine dell’Ottocento con la litografia, attraverso successivi perfezionamenti giunge sino a noi, ed oggi gestita da macchine ad altissimo contenuto tecnologico, capaci di stampare in un solo passaggio la bianca e la volta dei quattro colori cmyk più altre tinte “piatte”.

L’apparente accessibilità delle queste tecnologie può far sembrare tutto molto semplice e talvolta banale. In realtà sono implicate problematiche tecniche molto complesse che le applicazioni professionali per il DTP ci aiutano a gestire perfettamente. Il grafico deve conoscere e padroneggiare questa materia tecnica per evitare di incorrere in grossolani errori nella fase molto delicata della stampa.
E’ necessario conoscere le caratteristiche e le proprietà della carta e degli inchiostri di stampa, i problemi dovuti alla sovrapposizione dei colori e, naturalmente la fedeltà cromatica agli originali da riprodurre. 

Il concetto di quadricromia è applicabile a molteplici tipologie di stampa e, quindi, si concretizza in procedure e tecnologie molto diverse tra loro. Più sopra si parla della quadricromia applicata alla stampa che utilizza forme ricavate da pellicole a mezzatinta, quindi essenzialmente della stampa offset.
In realtà anche la stampa inkjet domestica sfrutta lo stesso principio. E così anche le tecnologie laser a quattro colori, a partire da quelle presenti nelle fotocopiatrici, per finire ai sistemi industriali di stampa digitale.
Sostanzialmente abbiamo la riproduzione dei colori per sintesi sottrattiva, mediante sovrapposizione di particelle di pigmenti o di coloranti dispersi sul supporto cartaceo con sistemi che vanno dal getto d’inchiostro alla sublimazione dei colori a caldo.

v.g.

Per approfondire l’argomento vedi anche la pagina sulle procedure di stampa.

 

 

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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