il progetto e la sua forma

Abbiamo parlato altrove della progettazione come processo (e del progetto come suo fine) . Si tratta di un passaggio decisivo perché è nella fase progettuale che si individua l’obiettivo di comunicazione e il messaggio da comunicare, creando i presupposti per la sua realizzazione.
Il progetto si concretizza in forma, assumendo le caratteristiche formali che la progettazione richiede. La fase esecutiva si occupa di tradurre in forma gli obiettivi della comunicazione. La forma  – layout – è il risultato di un processo progettuale che consiste nella impaginazione degli elementi testuali (titoli, sottotitoli, didascalie, note, glossari, indici, testi estesi in paragrafi) e visuali (illustrazioni, infografica e ornamentazioni e altri elementi grafici di supporto).
Una volta completata questa fase, si passa alla formatura, che consiste nel processo di realizzazione delle prematrici e delle matrici di stampa. In questa fase, cioè, dall’originale si ricava una forma che presenta grafismi e contrografismi. Queste forme, poste nella macchina stampatrice, vengono inchiostrate opportunamente in modo da produrre su carta le copie previste.

Avete capito qualcosa di quello che ho affermato più sopra? Vediamo di fare chiarezza.
La formatura è un procedimento tecnico che viene attuato nelle industrie grafiche. Con la formatura si producono le eventuali prematrici e le matrici (o forme) di stampa. Ma di che procedimento di  stampa stiamo parlando? Si tratta della stampa offset o della stampa calcografica (anche rotocalcografica) o, ancora della stampa flexografica.

  • La prima (offset) è un procedimento di stampa industriale che applica il principio di funzionamento planografico della litografia (i grafismi si trovano sullo stesso piano dei contrografismi sulla matrice di stampa). Le macchine offset possono essere a un colore (ne dispongono la maggior parte delle piccole botteghe artigiane e sono impiegate prevalentemente per stampe commerciali) o grandi impianti capaci di stampare 4, 5, 6 e più colori in un solo passaggio in macchina.
  • La seconda (rotocalcografia) è anch’essa un procedimento industriale – più redditizio ma con esiti qualitativi non altrettanto elevati, utilizzato per la stampa di quotidiani e tabloid popolari e magazine di basso costo. Applica il criterio tecnico incavografico della calcografia (i grafismi sono ad incavo sulla matrice di stampa, vengono riempiti di inchiostro e stampati con una certa pressione sulla superficie del supporto).
  • La terza (flexografia) è un procedimento rilievografico (come la xilografia e la tipografia). E’ impiegato soprattutto nella stampa degli imballaggi e di superfici complesse, ma attualmente per le migliorate performance tecniche e per il basso costo d’impianto – dovuto al tipo di procedimento di stampa rotativa diretta – è utilizzata anche per stampati paralibrari (quotidiani, periodici, ecc).
  • La tipografia è la tecnica di stampa editoriale più antica, risalendo in Occidente alla metà del XV secolo. Ricorderete l’invenzione dei caratteri “mobili” da parte del monaco tedesco Johan Gutenberg e la sua impresa rivoluzionaria).  Come detto, si tratta di un procedimento rilievografico: i grafismi si presentano in rilievo sulla matrice di stampa (come in un timbro). La tipografia riprende il criterio di stampa della xilografia (xilon = legno – graphein = scrivere), che utilizzava anch’essa matrici di legno a rilievo.
    La gloriosa vicenda della tipografia subisce un drastico ridimensionamento con l’avvento dei procedimenti plano e incavografici attuali – per non dire del digitale – , non essendo essa in grado di assicurare i risultati attesi dall’industria editoriale di massa. Infatti, se la qualità di stampa dei testi col procedimento tipografico può attingere a livelli di perfezione, non possono essere integrate, nella stessa pagina, le illustrazioni a colori.
    Rimando la discussione ad un prossimo articolo.
    © VinceGargiulo 2013
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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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