Il Basic design e la didattica della grafica

Il Basic Design è una disciplina che coinvolge due momenti cardine della propedeutica estetico–formale del design (le basi didattiche degli insegnamenti accademici). Il primo è riferibile al passaggio dall’educazione del gusto del designer basato esclusivamente sull’apprendimento delle tecniche del disegno artistico (copia dai modelli del passato e dai calchi) a quello dello studio dei principi morfostrutturali dell’ornamento; il secondo, invece, è legato all’introduzione della Formlehre (insegnamento della forma) e della Gestaltungslehre (insegnamento della configurazione) sia pratica che teorica nell’ambito del corso propedeutico al Bauhaus. In questi ultimi anni gli studi critici sulla storia del Bauhaus rivelano un interesse crescente per le vicende della didattica artistico-ornamentale ottocentesca (Circolo di Cole, Movimento Arts and Crafts, Ecole des Beaux Arts) e dei contributi della pedagogia (Pestalozzi, Froebel, Montessori). Le componenti essenziali del corso fondamentale del Bauhaus che si ricongiungono a queste tradizioni sono principalmente tre: la prima si riferisce alla definizione di una grammatica elementare e di una sintassi formale nonché di un lessico del linguaggio visivo (punto, linea, figure geometriche, strutture, texture, etc.); la seconda si focalizza sulla rivalutazione della pratica manuale come momento essenziale nella formazione del designer.

E’ noto che le prime accademie d’arte nascono in Italia durante il periodo rinascimentale: l’iter formativo dell’artista acquisisce una nuova identità più colta e speculativa, volta a privilegiare il momento ideativo e progettuale a scapito di quello tecnico-manuale. Sulla scia della dominante ideologia manierista le cosiddette arti del disegno (pittura, scultura e architettura) prendono le distanze dalle arti meccaniche che mantengono ancora stretti legami con la tradizione medioevale basata sull’apprendistato da bottega. Si dovranno attendere due secoli per avvertire un cambiamento di rotta nella didattica di quelle che in seguito verranno chiamate le arti applicate.
Un primo abbozzo di un nuovo sviluppo nella formazione estetico-formale del protodesigner risale al 1767 quando Jean-Jacques Bachelier ( 1724-1806 ), decoratore presso la manifattura di Sevres, fonda a Parigi l’Ecole Gratuit de Dessin (l’attuale ENSAD) (7) . Bachelier considera l’esercizio del disegno uno strumento indispensabile per stimolare la fantasia del protodesigner. La proliferazione di queste scuole a livello provinciale rappresenta una tappa fondamentale della futura didattica artistico-progettuale. Infatti durante il periodo vittoriano il modello di queste scuole francesi costituisce il punto di partenza delle prime School of Design.(2)

Campionario di disegni grafici per tessuti, di Owen Jones

Campionario di disegni grafici per tessuti, di Owen Jones

Le prime scuole di design (tra queste l’attuale Royal College Art and Design di Londra) nascono intorno al 1837 in Inghilterra, dove per la prima volta si sviluppa un vivace dibattito intorno all’educazione di gusto del designer. Nel curriculum scolastico troviamo una disciplina chiamata Elementary Design, il cui programma evidenzia la diversità tra l’attività dell’ artista, più libera nella pratica del disegno, e quella del protodesigner, vincolato nel design ornamentale dalle tecniche artigianali e dalla produzione meccanica. Si assiste alla nascita delle prime grammatiche sull’ornamento che rappresentano dei precedenti dell’insegnamento formale al Bauhaus. Tra i più noti protagonisti di queste vicende troviamo nomi ilustri quali Owen Jones (1809-1874 ), Richard Redgrave (1804-1888), Christopher Dresser (1834-1904 ) e il tedesco Gottfried Semper (1803-1879), le cui attività sono legate a quello che la storiografia del design ha definito il circolo di Cole , dal nome del suo fondatore Henry Cole (1808-1882). Sempre in ambito anglosassone, ma su un fronte ideologico opposto, troviamo John Ruskin (1829-1900), il quale promuove l’unità tra l’arte e l’artigianato rivalutando la pratica manuale come momento formativo. Tra le esperienze più significative vanno segnalate le numerose pubblicazioni sull’ornamento. Tra queste citiamo il testo didattico “A manual of design” (1876 ) di Richard Redgrave, promotore della classe Elementary Design, il quale pone l’accento sul carattere strutturale dell’ornamento e sulle leggi geometriche che lo governano. Secondo l’autore questi principi geometrici vanno ricercati nello studio della simmetria in relazione alla morfologia della natura. Sulla scia di questi contributi si allinea la famosissima opera di Owen Jones “The grammar of ornament”(1856) che possiamo definire un classico nel panorama delle teorie ottocentesche sull’ornamento. Attraverso un’analisi empirica dei vari stili ornamentali Jones tenta una prima definizione delle operazioni fondamentali della simmetria (traslazione, rotazione, riflessione speculare e le relative combinazioni). Non a caso Ernst Mach, il famoso fisico austriaco, nella sua opera “Analisi delle sensazioni” prende in esame proprio il testo di Jones per convalidare le sue argomentazioni.

Ritratto di William Morris

Ritratto di William Morris

A differenza dei protagonisti del circolo di Cole, John Ruskin pone l’accento sulla bellezza delle strutture organiche fitomorfe e zoomorfe in contrasto a quelle inorganiche. Un ulteriore passo in avanti nella ricerca dei principi strutturali del design ornamentale si deve a William Morris ( 1834-1896) promotore del movimento Arts and Crafts, il quale per la prima volta definisce il concetto di “pattern design” inteso come ornamento in ripetizione sulle superfici piane. Se lo scenario anglosassone è caratterizzato da questo dibattito sulla teoria della simmetria, sulla contrapposizione tra ritmi organici e ritmi inorganici, quello francese rispecchia il clima positivista che si respira all’interno dell’ Ecole des Beaux- Arts.
La geometria e la matematica diventano punti di riferimento indispensabili per elaborare una grammatica formale dell’ornamento.
Charles Blanc (1813-1882) e Jules Bourgoin (1838-1907 ) sono i principali animatori di questa corrente protorazionalista. Tra le opera di maggior rilievo la “Grammaire des arts decoratifs” (1881) di Charles Blanc indica le regole generali dell’ornamento, la cui specificità è il ritmo. Secondo Blanc la ripetizione rappresenta il mezzo più semplice per realizzare una figura, mentre l’alternanza è un’operazione per interrompere l’uniformità di una superficie ornata. Successivamente Blanc i concetti di gradazione e progressione che rappresentano le operazioni per esprimere il movimento ordinato. A questo riguardo Blanc differenzia la gradazione dalla progressione, in quanto la prima si riferisce ad una disposizione delle parti “Doucement menagees” che può essere tradotta nella serie aritmetica “1,3,5,7,9,..”, così come la misura o la battuta nella teoria musicale, la seconda si identifica invece nella progressione geometrica “2, 4, 8, 16, 32, …”. Le teorie di Blanc sono un chiaro invito ad applicare le serie numeriche all’ornamento e costituiscono un metodo analitico per strutturare una sintassi degli elementi formali. Sulla scia di questo processo di razionalizzazione dei principi dell’ornamento si inserisce l’opera “Theorie de l’ornement

(1873 ) di Jules Bourgoin. Tra i vari temi affrontati da Bourgoin troviamo i capitoli dedicati alle griglie geometriche dei pattern e alle ripartizioni dei motivi sulla superficie. Bourgoin distingue quattro tipi di suddivisioni delle superfici in elementi isomorfi: per punti, per linee, per figure piane e per armatura.
Da queste esperienze traggono origine le prime ricerche sulla percezione visiva e le formulazioni sul carattere strutturale dell’ornamento: questo, fino alla prima decade del ’900, costituisce una disciplina essenziale nella formazione estetica del designer. Eredi di questa cultura strutturalista, quali Walter Crane (1845-1915), Lewis Foreman Day (1845-1915) e Eugène Grasset (1841-1917) ne trasferiscono i contenuti essenziali nei loro manuali didattici e nelle esperienze presso le principali scuole d’arte applicata.
Tra i più esaustivi testi, didattici va segnalato “Line and Form” (1900) di Walter Crane, il quale svolge la sua attività di insegnante presso la Municipal School of Art di Manchester e dal 1898 divene direttore dell’odierno Royal College of Art e Design. Crane introduce una nuova pedagogia artistica abolendo i vecchi metodi del disegno che si basavano sulla copia dei modelli ornamentali. Fortemente influenzato dalle teorie di Ruskin, Crane suggerisce temi di disegno dal vero su soggetti tratti dal mondo della natura.

Crane propone delle esercitazioni di disegno dal vero, il cui obiettivo non è tanto quello di rappresentare una figura, quanto l’interesse è rivolto principi strutturali dei fenomeni naturali. Lo scopo di questi esercizi è quello di confrontare i ritmi dinamici delle strutture organiche, in contrapposizione ai ritmi statici delle strutture inorganiche. Parallelamente a ciò Crane prende in esame il rapporto figura -struttura nelle strutture geometriche dei pattern. Un esempio significativo è l’esempio di un pesce, la cui figura trae origine proprio dalle linee strutturali delle sue scaglie. Lewis Foreman Day, invece, dà una definizione precisa di Pattern Design, interpretandola nella sua accezione tecnica. Rilievo fondamentale assume, in questo caso, la tecnica della tessitura. Ne è un esempio l’opera riportata qui sotto.

Nella griglia, le linee orizzontali rappresentano il movimento del telaio, della trama, quelle verticali quelle dell’ordito. Da questo intreccio otteniamo una struttura di base sulla quale si sviluppano delle varianti, come, per esempio, la struttura a scacchiera.

Opera grafica di Eugene Gasset

Opera grafica di Eugene Gasset

Rappresentante principale dei metodi dell’Ecole des Beaux Arts è Eugène Grasset, autore del manuale “Méthode de Composition Ornamentale” del 1905, da cui è tratta la seguente immagine: la forma ornamentale si sviluppa sull’arco di un cerchio e dalla forma traggono poi origine dei giochi di sfondo.

L’attività di Grasset, Crane e Day ebbero vasta risonanza in tutta Europa, in particolare in Austria, in Germania e nei Paesi Bassi, tanto che le principali scuole d’arte applicata ne adottano i metodi principali. Tra questi citiamo i contributi didattici di Alfred Roller presso Kunstgewerbeschule di Vienna, di Hermann Obrist presso la Debschitz Schule di Monaco, di Adolf Hoelzel presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda e di Peter Behrens presso la Kunstgewerbeschule di Duesseldorf. Tuttavia nella prima decade del ’900 lo scenario cambia con l’avvento dell’avanguardia artistica e l’estetica nella macchina: sulla scia del famoso slogan di Adolf Loos (1870-1933) “Ornamento e Delitto” la tradizione ornamentale viene messa in discussione per il suo eccessivo estetismo formale.
In termini generali, l’obiettivo comune dell’avanguardia è, da un lato, quello di cercare nuove soluzioni per lo spazio attraverso un’oggettivazione dei mezzi plastici; dall’altro, quello di rompere le barriere tra i vari linguaggi artistici.
Ciò che contraddistingue le sperimentazioni artistiche delle avanguardie è la pratica di tecniche miste come il collage e l’assemblaggio di materiali eterogenei. Più in generale l’attenzione delle avanguardie è rivolta alle diverse modalità dei linguaggi artistici come il fotomontaggio, il montaggio cinematografico e meccanico.

Disegno del Monumento alla III Internazionale di V. Tatlin

Disegno del Monumento alla III Internazionale di V. Tatlin

In particolare in Italia vanno segnalate le Tavole tattili del futurista F. T. Marinetti (1876 – 1944) e le Opere polimateriche di E. Prampolini (1894 – 1956).
In Russia, invece, l’artista costruttivista Vladimir Tatlin (1885-1953) (11) progetta il Modello per il Monumento della III Internazionale (1919 – 1920). Questa costruzione spaziale sembra uscita dal laboratorio di una fabbrica, piuttosto che dall’atelier di un artista.

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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