colore: le basi

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Johannes Itten  fu un docente del Bauhaus sin dal 1919. E’ considerato uno dei teorici del colore in ambito artistico. Nel suo saggio Arte del colore del 1961 (il Saggiatore, Milano 1982) espone le sue idee e le sue esperienze didattiche incentrate sui concetti cardine di “armonia” e di “contrasto” di colore:
Per gli artisti sono essenziali gli effetti dei colori e non tanto i loro caratteri fisici studiati dai chimici e dagli scienziati.  Gli effetti cromatici sono controllabili mediante la percezione visiva. Riconosco però che i più profondi ed essenziali segreti del cromatismo restano impenetrabili agli occhi e si possono cogliere solo con cuore. L’essenziale sfugge quindi a ogni formulazione concettuale. Ma, nelle arti e nel campo dell’estetica vigono veramente legge principi rigorosi oppure la valutazione estetica dei colori è esclusivamente soggettiva? Questa domanda è stata posta assai spesso dagli allievi e sempre ho risposto: “se lei, di intuito, riesce a creare dei capolavori coloristici, può procedere ignorando le leggi cromatiche. Ma se ignorandole non crea dei capolavori, deve impegnarsi nel loro studio.
Gli insegnamenti e le teorie valgono solo nelle ore di debolezza; nei momenti di forza creativa i problemi si risolvono per intuito, quasi da soli.
Tuttavia studi approfonditi sui grandi maestri del colore mi hanno fermamente convinto che tutti possedevano una profonda conoscenza dell’essenza dei colori.”

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“Parlare di armonia dei colori, significa dare un giudizio sull’effetto simultaneo di due o più colori. Da ricerche ed esperienze condotte sugli accordi cromatici soggettivi, risulta che come armonia o disarmonia di colori si possono intendere cose assai diverse.
I profani definiscono perlopiù armonici solo gli accostamenti di colori aventi caratteri simili o identico valore tonale: cioè di colori giusta ponibili senza forti contrasti. In genere il loro giudizio di rinvio “armonico-disarmonico” rientra nel quadro percettivo del “piacevole-spiacevole” o del “simpatico-non simpatico” e rappresenta in realtà un opinione personale priva validità oggettiva.
Noi dobbiamo invece trasferire il concetto di armonia dei colori dal piano emozionale condizionato soggettivamente a un piano di rigorosa oggettività.
Armonia significa equilibrio, simmetria di forze.
Lo studio dei processi fisiologici della percezione cromatica può avvicinarsi alla soluzione del problema.
Se, dopo aver osservato per un certo tempo un quadrato verde, chiudiamo gli occhi, ci appare come immagine successiva un quadrato rosso. Dopo aver osservato un quadrato rosso, avremo come immagine successiva un quadrato verde. Possiamo ripetere l’esperienza con tutti i colori, avendo la riconferma del fatto che i rispettivi complementari appaiono nell’immagine successiva. L’Occhiobello richiede oppure produce il colore complementare: tenta automaticamente di ristabilire l’equilibrio. Questo fenomeno è il contrasto di successione.
Un secondo esperimento è di inserire entro un colore puro quadrato grigio di eguale luminosità. Tale grigio sul verde diventerà grigio rossiccio, sul rosso grigio-verdastro, sul viola grigio-gialliccio e sul giallo grigio-violaceo. In tutti i casi, il grigio assume una sfumatura che complementare al colore qui accostato. Anche i colori puri hanno la tendenza sospingersi reciprocamente verso i loro complementari. Questo fenomeno è detto contrasto di simultaneità.
I contrasti di successione di simultaneità dimostrano che l’Occhiobello dell’uomo e ha pagato trova il proprio equilibrio solo se viene rispettata la legge dei complementari. Ritorneremo altre volte su questo principio sulla “Nicholson-Journal” il fisico Runford espose per primo nel 1797 l’opinione che i colori fossero armonici quando la loro combinazione dei sei bianco. E possibile isolare un colore, per esempio rosso, dalla striscia dello spettro, e concentrare con una lente convergente tutti gli altri raggi luminosi, dal giallo, all’arancio, viola, blu, verde. La somma di questi colori da il verde, cioè il complementare del colore isolato.
La combinazione di un colore col suo complementare dal punto di vista fisico dalla tonalità dei colori, ossia il bianco, dal punto di vista pittorico dai grigio scuro. Il grigio neutro produce nell’occhio uno stato di equilibrio perfetto.
Se dopo aver osservato un quadrato bianco su fondo nero volgiamo altrove lo sguardo, vedremo formarsi sulla retina l’immagine successiva di un quadrato nero. Dopo aver osservato un quadrato nero su fondo bianco, remo come immagine successiva un quadrato bianco. Il nostro Occhiobello cerca di ristabilire la sua condizione di equilibrio. Osservando invece un quadrato grigio su fondo grigio, non si avrà un’immagine successiva di diverso colore. Ciò dimostra che il grigio corrisponde allo stato di equilibrio richiesto dal nostro sistema ottico.
I processi che avvengono nel sistema visivo producono corrispondenti sensazioni psicologiche. Nel nostro sistema visivo l’armonia nasce da un regime di equilibrio psico-fisico, per cui la this assimilazione l’assimilazione delle cellule oculari risultano prevalenti. Il grigio neutro rispondi a questa condizione, e possiamo tenerlo mescolando il bianco con nero, ho due colori complementari col bianco o più colori includenti in giusta proporzione i tre fondamentali e cioè il giallo, il rosso e il blu in qualsiasi copia di complementari sono sempre compresi i tre colori fondamentali“*: (*qui contrariamente a quanto oggi affermiamo nella sintesi sottrattiva, Itten parla di giallo, rosso e blu anziché di giallo, magenta e ciano)

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“Tutti gli accostamenti di colori che mescolati non danno il grigio sono espressivi o disarmonici. Naturalmente esistono in pittura molti capolavori di carattere altamente personale, non composti secondo il principio di armonia cromatica predefinito, e che risultano eccitanti e sconvolgenti a causa dell’accentuazione di un particolare colore del suo carattere espressivo. Non è necessario che la composizione cromatica sia sempre armonica. Quando Seurat dice: “l’arte e armonia” confonde i mezzi artisti artistici con l’arte in sé.
È facile rendersi conto che non soltanto la posizione reciproca dei colori, ma anche loro rapporti di quantità, purezza e luminosità, hanno un valore.
Il principio fondamentale di armonia e desumibile dalla legge fisiologica dei colori complementari.
Goethe scrive nella sua teoria dei colori a proposito della tonalità e dell’armonia: “se l’occhio percepisce un colore, viene subito messo in attività ed è costretto per sua natura, in modo tanto inconscio che necessario, produrne subito un altro che insieme al dato includa la totalità della gamma cromatica. Ogni singolo colore stimola nell’Occhiobello, mediante una sensazione specifica, l’aspirazione alla totalità. Per conseguire questa totalità, per appagarsi, l’occhio cerca accanto a ogni mezz’ora di colore è una zona incolore, sulla quale produrre il colore richiamato dalla prima. Questa è la legge fondamentale di ogni armonia cromatica”.

Sull’armonia dei colori si è espresso anche il teorico Wilhelm Ostwald che così scrive nel suo manuale dei colori:

“L’esperienza insegna che certe giustapposizioni di colori producono un effetto piacevole, altre un effetto spiacevole o indifferente. Nasce il problema del perché di ciò. La risposta è: producono un effetto piacevole i colori che si trovano in un preciso e regolato rapporto reciproco, vale a dire in un ordine. Se questo manca, i colori appaiono spiacevoli o indifferenti. Si dicono armonici gruppi di colori che producono un effetto gradevole possono quindi stabilire il principio fondamentale: armonia = ordine.
Per trovare tutte le possibili forme di armonia dobbiamo esplorare tutti i possibili modi di ordinamento dei colori. Quanto più semplice è l’ordine, tanto più evidente palese e l’armonia. Di tutti gli ordinamenti, due ci sembrano fondamentali, cioè il disco dei colori equivalenti (aventi la stessa luminosità o d’oscurità) e il triangolo degli identici valori bitonali (cioè le combinazioni di un colore col bianco in nero). I dischi producono armonie di toni diversi, i triangoli armonie di uno stesso valore tonale.”

Quando Ostwald scrive: “si dicono armonici gruppi di colori che producono un effetto gradevole” esprime un giudizio di armonia puramente personale soggettivo. Il concetto di armonia cromatica va invece trasferito dalla sfera dell’impressione soggettiva all’ambito delle leggi oggettive. Quando Ostwald scrive: “armonia = ordine” e quando per ordine intende i dischi cromatici equivalenti e i triangoli dello stesso valore tonale, non tiene conto delle leggi fisiologiche dell’immagine successiva e simultanea.

Fondamentale è decisiva importanza per ogni teoria estetica del colore allibisco cromatico, che rappresenta visualmente la successione delle varie tinte. Puoi che l’artista lavora con pigmenti colorati, la sua scala cromatica dev’essere costruita secondo le leggi di miscela dei pigmenti, colori opposti devono essere complementari cosicché assommate diano il grigio. Nel disco cromatico da informato, inclusi contrappone all’arancio, e la loro combinazione da il grigio. Invece nel disco di Ostwald,  al  blu si contrappone il giallo, così che la loro risultante è il verde. La definizione di armonico in pietra fondamentale della composizione cromatica armonica. Essenziali per essa sono i rapporti quantitativi dei colori, già da Goethe stabiliti come segue in base al grado di luminosità: giallo: rosso: blu come 3 : 6 : 8

In linea di massima, si può dire che sono armoniche tutte le coppie di colori complementari, e tutti quegli accordi a tre i cui componenti nel disco cromatico di diviso in dodici parti, possono essere reciprocamente congiunti da un triangolo equilatero isoscele, da un quadrato o da un rettangolo.

Il disco cromatico 12 parti congiungiamo graficamente questi colori, costruiamo un triangolo equilatero. Con questo accordo a tre la forza e la potenza del colore portata al suo massimo grado di espressione. Ognuno di essi si presenta con un carattere tipico assoluto, agendo staticamente pur nell’accordo reciproco: giallo appare cioè giallo, il rosso rosso il, il blu blu. L’Occhio non richiede altri accordi integrativi nella combinazione dei treni da un grigio-Nero. Giallo, rosso-viola e blu-viola formano un triangolo isoscele; giallo, rosso-arancio, viola e blu- verde formano un accordo armonico a quattro. La loro figura di riferimento e un quadrato. I colori del rettangolo armonico sono: giallo-arancio, rosso-viola, blu-viola e giallo-verde.

Gli schemi grafici di accordo entro il disco cromatico da noi usato cioè il triangolo equilatero o isoscele, inquadrato nel rettangolo, si possono costituire partendo da qualsiasi colore primario: cioè si possono far ruotare nel disco in modo da ottenere il luogo del triangolo equilatero giallo-rosso-blu il triangolo giallo-arancio, viola, verde, o il triangolo rosso-arancio, blu-viola, giallo-verde. Si può procedere analogamente con tutti gli altri schemi.

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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