cimitile: le basiliche paleocristiane

CIMITILE_PIANTA

Fu in origine un coemiterium, ove i Nolani deposero  il loro primo vescovo San Felice, prete siriaco, poi corpi gli altri martiri. La fama dei miracoli accaduti presso la tomba di San Felice giunse fino in Africa e allora, per accogliere i numerosi pellegrini, in cominciarono a sorgere gli abitati. Già alla fine del secolo IV  vi erano quattro basilichette, delle quali quella che custodiva il corpo del Santo fu decorata a cura di papa Damaso. Nella 394 un certo Paolino, ricco e nobile cittadino di Bordeaux, venne a stabilirsi qui: egli aveva venduto le terre per soccorrere i poveri, e veniva a passare gli ultimi anni di vita presso la tomba di San felice, del quale aveva già celebrato i meriti un poema. Egli prese stanza in una cella di pellegrini e ben presto dei compagni si unirono a lui per condurre vita cenobitico. Così ebbe origine, più di un secolo prima di San Benedetto, un vero monastero, che Paolino stesso chiamo. Egli vi abitò 15 anni e solo nel 409 accettò di essere vescovo di Nola. gli ultimi resti del suo patrimonio furono da lui impiegati a ingrandire la costruzione del cimitero; nel 400-402 fece costruire la cappella di papa Damaso, dei portici per i pellegrini è una quinta basilica. Sul posto di questa città santa si sviluppò il paese di Cimitile.

Il complesso consta delle basiliche di San felice in Pincis, San Paolino, i SS Martiri e San Caulonio e di varie altre costruzioni che in diverse epoche si sono sovrapposte a sepolcreti pagani e anche edifici paleocristiani.

La basilica di San felice in incidesse presenta un quadriportico in cui vanno data la bella decorazione a mosaico del secolo quinto, con virali d’oro e uccelli su fondo azzurro. E la quadriportico fu originariamente costruito attorno all’arca di San felice, che precedeva una piccola aula absidata, tuttora in loco e visibile a sinistra dell’ingresso, mentre altre marche che esistevano nel medesimo ambiente sono ora in un corridoio adiacente. Sanna Paolino innestò trasversalmente a questo primo corpo, con un passaggio a triplice arcata ancora intatto, una più vasta basilica, a tre navate, la quale lo stesso quadriportico fungeva da ingresso, e terminante con un’abside tricora sopraelevata. Caduto il corpo centrale di questa seconda costruzione – di essa restano ora poco più del tracciato e delle bsi delle colonne della navata mediana – l’abside divenne, nel sec. XIV, una cappella autonoma (S. Giovanni), con facciata gotica, e fu decorata con un ciclo di affreschi ora quasi scomparsi.

Nel lato opposto a queste costruzioni, un un piano più basso, è la basilica triabsidata dei Ss. Martiri, preceduta da un protiro con iscrizione dedicatoria di Leone III, vescovo di Nola agli inizi del sec. VIII, e pilastri scolpiti; nell’interno affreschi coevi (notare gli angeli nella volta, resto del ciclo della Passione). Nel corso degli scavi sono venuti alla luce parti dell’ipogeo pagano, che venne riutilizzato dai primi cristiani, come testimoniano gli affreschi di Adamo ed Eva e con Storie di Giona, in alcuni arcosoli; altri resti cimiteriali sono comparsi sotto tutta l’area delle basiliche.

In un locale adiacente si conservano (…) marmi romani e medievali, tra cui particolarmente interessanti i bassorilievi con il cervo e il leone e con il pistrice, frammenti di un pulpito del IX-X sec.; altri bassorilievi con i simboli degli Evangelisti e con i pavoni, del XIII sec, furono forse in seguito impiegati nello stesso pulpito; inoltre si conserva un Crocifisso ligneo, della metà del sec. XIV. Poco distanti da queste costruzioni sorgono ancora le basiliche di S. Tommaso Apostolo e di S. Stefano, in attesa di ripristino.

I testi sono tratti dalla guida del Touring Club Italiano
Campania: Cimitile, pagg. 403 e succ.

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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