Abbazia di San Guglielmo al Goleto

ABBAZIA DI SAN GUGLIELMO AL GOLETO, Sant’Angelo dei Lombardi (AV)

Fondata da San Guglielmo da Vercelli intorno al 1133, l’abbazia, dove il santo si spense il 24 giugno 1142 e che in origine era un monastero doppio, con netta prevalenza però dell’elemento femminile, conobbe il suo massimo splendore nell’età normanno-sveva e dall’inizio di quella angioina, venendo poi travolta dalle turbinose ed infelici vicende dei secoli XIV e XV. Soppresso come monastero femminile nel 1505 ed annesso all’abazia di Montevergine, il Goleto venne definitivamente soppresso nel 1807, mentre il corpo di San Guglielmo fu traslato a Montevergine. Da allora il complesso monastico cadde in abbandono e in completa rovina, solo di recente arrestato da lavori di restauro …. Di recente, in alcuni ambienti abitabili e tornata a vivere una piccola comunità di religiosi benedettini.

L’insieme grandioso delle muraglie dell’abazia domina il paesaggio dell’alta valle dell’Ofanto ed attira da lunghi l’occhio del viaggiatore. Superata la prima cinta di mura, si accede all’interno dell’abazia attraverso due grandi porte a sesto acuto, che conducono le due chiostri intorno ai quali sono disposte le varie fabbriche monastiche. Sul chiostro di sinistra prospettano le facciate delle due chiese sovrapposte e di ruderi della chiesa maggiore, eretta tra il 1733 ed il 1740 da Domenico Antonio Vaccaro e di cui restano sto poco più che i muri perimetrali. A fianco della chiesa inferiore, della seguono 12º, di pianta rettangolare a due navate, in purissimo stile romanico pugliese, inserito uno bassorilievo con figura femminile di età romana. Usciti nuovamente dal chiostro si sale alla chiesa superiore attraverso un’erta scaletta di pietra; sulla porta, nel timpano, sotto il piccolo e finissimo rosone, girano tre brevi ma importanti iscrizioni in carattere gotico, che ci danno le date di costruzione di completamento dell’edificio, il 1247 e il 1255, i nomi delle badesse che il edificarono, Marina e Scolastica, ed infine il nome del santo a cui fu originariamente dedicata ai del quale custodiva le reliquie, San Luca. L’interno della Chiesa, pur ripetendo esattamente la pianta di quella inferiore, si distacca nettamente da questa è la sua grande luminosità, la sveltezza delle forme, grafica raffinata eleganza e le felici proporzioni, così da costituire un autentico capolavoro artistico, che si avvicina per stile architettonico, Castel del Monte di Federico II, di cui appare l’imitazione contemporanea e diretta. Nel secondo chiostro, intorno a cui si sviluppa l’abazia, emerge l’alta e massiccia torre di difesa, eretta nel 1152 dalla badessa Febronia con grandi blocchi marmorei del mausoleo funerario del centurione romano Marco Paccio Marcello, della IV Legione Scitica.

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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