Video digitale (1)

Classe V A tg (approfondimento della lezione del 31 ottobre 2014)

Diamo per scontato che, parlando di video-“digitale”, sappiamo come funzioni l’informazione digitale*, distinguendola così dalle molte tipologie “analogiche”. Rimando la questione ad un precedente articolo.


*[Possiamo identificare le attività di comunicazione in un computer come un rapidissimo spostamento di segnali binari, acceso/spento, 0/1. Tutti i dispositivi di memoria, in definitiva, seguono questo dualismo del segnale (acceso/spento, aperto/chiuso, carico/scarico, on/off, 0/1…) […]
L’elemento minimo di memoria è dunque sempre costituito da un’unità binaria (cioè un’unità che può avere due soli possibili stati, senza alternative) e viene detto BIT (da Binary digIT, ovvero cifra binaria). I due stati in cui può trovarsi il bit sono convenzionalmente rappresentati con le cifre 0 e 1 e corrispondono alle informazioni trasmesse e utilizzate in serie nel sistema-computer.
Per ottenere informazioni utili e per aumentare la portata dell’informazione dei bit, questi ultimi vengono considerati convenzionalmente nelle loro sequenze di 8 unità, definite byte e dai loro multipli.
In un file di puro testo ogni singolo carattere viene associato ad una delle possibili combinazioni di 8 bit ed è quindi corrispondente all’informazione presente in un byte ed interpretata secondo una tabella di conversione memorizzata nei sistemi operativi].


Immagino che ben pochi turisti, armati delle loro videocamere più o meno sofisticate, siano anche semplicemente interessati a sapere come sono registrate e memorizzate le informazioni che costituiscono il flusso di immagini che, al loro ritorno dalle vacanze, delizieranno qualche serata coi loro amici. Spero proprio che voi abbiate un approccio più professionale.
Devo ammettere, che le questioni tecniche che affrontiamo in questo articolo, sono apparentemente molto lontane da ambizioni artistiche ed estetiche. Apparentemente! Nella troupe alle prese con l’ipotetico piccolo capolavoro della video arte (?), qualcuno che si faccia carico di affrontare le molte questioni tecniche ci dovrà pur essere!


In soffitta abbiamo trovato una vecchia Bolex e anche la moviola con la quale lo zio Ernesto negli anni Sessanta – studente dell’Accademia – realizzava i suoi cortometraggi. La cinepresa ha una curiosa piastra circolare con tre obiettivi a focale fissa, e una  leva che doveva servire per cambiare l’inquadratura, passando rapidamente dall’uno all’altro.
Paillard_Bolex_16mm_lens revere_44
Sullo scaffale c’e anche una grossa videocamera analogica S-VHS con un poderoso obiettivo zoom e, in basso, un apparecchio più maneggevole su cui si può leggere la sigla “Video-8”, con dei piccoli nastri con la stessa dicitura.  Zio Ernesto ci ha suggerito di prendere in prestito la videocamera digitale miniDV – una bellissima Sony con 3 CCD dall’aspetto  molto professionale. Per cominciare va più che bene, lui dice. Col vecchio Macintosh G5 e il software in dotazione potremo fare un buon lavoro di acquisizione e di montaggio, senza eccessivi problemi di velocità o di memoria, per poi esportare il video in formato mov, o in mpeg-2…, o magari in x-vid.
Volendo
 puntare più in alto, dovremmo avere una videocamera Full-HD – oggi se ne possono trovare a prezzi molto bassi – e quindi lavorare con un formato più impegnativo, con un flusso di dati compressi in H-264, che richiede computer piuttosto potenti.Schermata 2014-11-02 alle 11.29.26Lo zio ci ha anche spiegato che per molti video si usa uno standard ancora più spinto, detto 4K*. Per gestire quel flusso di dati sono necessarie workstation potentissime, con tanta tanta memoria RAM e hard disk molto capienti. 
* Con questa sigla si intende riferirsi a riprese video (e alle apparecchiature in grado di realizzarle) con la dimensione base di c. 4.000 pixel. Sono già presenti apparecchiature capaci di generare flussi video 5k e 8k (Ultra Definition 8k = 8192×4320).

Per cominciare, dovremmo rispondere a queste domande:

  1. Che genere di video dobbiamo realizzare? (Amatoriale, didattico, professionale …)
  2. Con quale media dovremo distribuirlo? (DVD-BluRay-Internet-Mobile …)
  3. Di quale hardware disponiamo per il montaggio? (CPU, GPU, RAM, HDD, quali interfacce, schede dedicate, ecc)
  4. Quale standard utilizzeremo, quale codec e quale formato useremo per esportare il file video?
    (VCD – DVD – HD; AVI – QuikTime – MKV – Ogg ; mpeg-1 – mpeg-2 – mpeg-4)


     

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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