Gli inchiostri e la stampa

YT_806_Pantone_Colors_Fluorescent_UV_Ink

  1. Nell’industria grafica sono impiegati inchiostri di vario tipo, relativi ai diversi settori di utilizzo e alle svariate tecnologie e procedure di stampa.
    HUG_Spachtel-604x272

    • Inchiostri grassi: sono impiegati nella stampa tipografica e nell’offset;
    • Inchiostri liquidi: sono impiegati nei processi rocalcografico e flessografico.
  2. Gli inchiostri sono costituiti da tre componenti principali:
    • il pigmento (la componente colorante)
      • il pigmento – insolubile nel veicolo forma con esso una pasta più o meno densa – è costituito polveri sottilissime, resistenti alla luce e ai solventi.
        coloranti
      • i pigmenti possono formare, a seconda dei casi,  inchiostri coprenti o trasparenti
    • il veicolo (trasferisce la parte colorante dal calamaio al supporto; ha la proprietà di formare una sottilissima pellicola superficiale che migliora l’essiccazione, detta proprietà filmogena)
      • il veicolo degli inchiostri grassi è costituito da oli e da resine sintetiche alchiliche, fenoliche o derivate dal  petrolio (idrocarburiche)
      • il veicolo degli inchiostri liquidi è costituito sostanze volatili, principalmente da resine acriliche (o derivate dalla cellulosa).
    • gli additivi, hanno la funzione di ancoraggio del pigmento al supporto. Inoltre, favoriscono l’essiccazione.
      • tra gli additivi possibili, sono da segnalare le cere – la cui presenza rende gli inchiostri inadatti in lavorazioni che prevedano la verniciatura dello stampato – e le cariche, sostanze inerti di basso costo che, negli inchiostri di minore qualità, servono ad aumentarne la massa.
      • Altri additivi possono eventualmente essere aggiunti dallo stampatore per adattare l’inchiostro alle caratteristiche della lavorazione, e sono:  la pasta antistrappo (riduce il tiro) e le sostanze essiccanti o antiessiccanti .
      • Il tiro è la caratteristica per la quale un film d’inchiostro separato in due parti sui rulli (o cilindri) della macchina di stampa offset (il gruppo di inchiostrazione con il cilindro di caucciù e fra questo e il supporto di stampa), oppone un certo grado di resistenza (il tiro).
  3. La problematica più importante relativa agli inchiostri, consiste nelle caratteriste di essiccazione, richiedendo diversi procedimenti coi tempi e i relativi costi.
  4. Gli inchiostri devono essere adatti alla carta con la quale devono essere adoperati. Si parla di compatibilità o incompatibilità tra inchiostro e superficie di stampa.
  5. La viscosità di un inchiostro si riferisce al grado di resistenza di un fluido allo scorrimento. Per misurare il grado di viscosità del fluido si adoperano i viscosimetri.
    La viscosità in genere viene ridotta con l’agitazione o altre manovre meccaniche (si parla della tissotropia).
  6. La stampa offset (o litografia), com’è noto, si basa sul principio della reciproca repulsione tra l’acqua (le parti corrispondenti ai contrografismi sono zone idrofile) e la sostanza grassa (l’inchiostro trasferito dal gruppo di inchiostrazione ai grafismi, ossia  le zone lipofile):
    • le base delle lastre attualmente in uso è realizzata in cromo – un metallo con forti proprietà idrofile – o di alluminio anodizzato. La base costituisce la parte idrofila – rappresentata dai contrografismi – che resta bagnata, impedendo all’inchiostro di aderire;
    • la lastra è coperta da un materiale fotopolimerico lipofilo, il quale assorbe l’inchiostro e respinge l’acqua. Queste parti rappresentano i grafismi.
    • La maggiore o minore bagnabilità di una forma di stampa è determinata da un fenomeno fisico detto tensione superficiale;
    • la bagnabilità ottimale si ottiene con un più ampio angolo di contatto tra la forma e le gocce d’acqua: ciò consente di ottenere una ridotta tensione superficiale.
    • Per migliorare la bagnabilità delle parti idrofile viene impiegato l’alcol isopropilico che abbassa notevolmente il grado di tensione superficiale (15% di alcol isopropilico riduce del 50% la t.s.).
    • La soluzione di bagnatura deve aver un grado di acidità non superiore a PH 4,5 per evitare la corrosione del supporto e la saponificazione degli inchiostri grassi.
Annunci

Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
Questa voce è stata pubblicata in appunti, tecnologia dei processi di produzione e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Benvenuti su Classroom_news!

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...