La stampa flessografica

Scheda per le classi III B & C tg (approfondimento recupero): procedimenti di stampa

LA FLESSOGRAFIA

  • Procedimento di stampa rilievografico:
    • E’ uno dei processi che utilizza una tipologia di forma di stampa nella quale i grafismi (le parti stampanti) si presentano in rilievo, come nella tipografia;
    • La principale differenza dalla tipografia, consiste nel materiale col quale sono realizzate le matrici: rigido, normalmente di metallo (piombo) nella tipografia; materiale elastico, gomma o fotopolimeri per la flessografia.
  • Le forme di stampa flessografiche possono essere di tipo originale, ossia generate con processo fotografico (fotopolimeriche) o altrimenti ottenute per duplicazione (in gomma sintetica).
    • Esse sono fissate al cilindro porta-forma per mezzo di un nastro biadesivo.
  • Gli inchiostri usati sono del tipo liquido, a base di solventi volatili o a base di acqua.
  • Il processo flessografico è particolarmente adatto alla stampa su laminati plastici e laminati metallici: polietilene (PET), poliestere (PE), alluminio e simili.
    • La crescita molto grande della flessografia è stata stimolata all’espansione dell’industria dell’imballaggio flessibile, dovuto allo sviluppo della grande distribuzione (supermercati, ipermercati).
    • La flessografia è insieme alla stampa rotocalco la tecnica maggiormente utilizzata per  la grafica sui contenitori del latte, delle bibite, delle borse per la spesa, della carta da regalo e della carta da parati.
    • Motivazioni:
    • costo relativamente basso della forma di stampa,
    • la possibilità di fare il montaggio della forma fuori della macchina di stampa,
    • facilità e rapidità di cambio lavoro,
    • la possibilità di stampare su supporti molto diversi come spessore e finitura superficiale (cioè anche su supporti ruvidi),
    • l’economicità e semplicità della macchina da stampa, l’uso di inchiostri economici e a rapida essiccazione.
  • La flessografia è progredita grazie all’introduzione di nuove forme fotopolimeriche;
    • all’introduzione di un particolare rullo per il controllo dell’inchiostrazione (denominato rullo anilox);
    • all’utilizzazione della ceramica per la ricopertura del rullo anilox, che ha consentito l’uso della cosiddetta racla ad inclinazione inversa.
  • Oltre alla grande crescita nel settore dell’imballaggio, la stampa flessografica ha conquistato nuovi mercati nel campo dei giornali quotidiani.
  • Una particolare applicazione della stampa flessografica merita un cenno a parte. Si tratta del sistema di stampa Cameron®, per la stampa di volumi di qualità medio-bassa. Questo metodo consente di stampare a elevata velocità e in unico giro macchina un intero volume, con collegamento diretto alle linee di confezione. Ciò è possibile in quanto tutte le pagine del volume sono montate su due lunghi nastri flessibili (uno per le pagine della bianca e uno per quelle della volta). Il sistema si presenta molto veloce ed economico, anche per le eventuali ristampe. È una variante del sistema flessografico, in quanto, pur utilizzando una forma flessografica (le pagine sono in fotopolimero), usa un inchiostro grasso, tipo quello tipografico od offset. È un metodo di stampa ideale per l’editoria del tascabile o comunque del libro di medio-bassa qualità con tiratura ragionevolmente elevata.
  • Le macchine da stampa flessografiche sono sempre di tipo rotativo, ossia alimentate da bobina. Possono essere:

– a elementi stampa indipendenti;

– a tamburo centrale o ‘a satellite’.

  • Le macchine a elementi separati hanno come vantaggi fondamentali di essere più economiche, più versatili per quanto si riferisce alla stampa in bianca e volta, più agili per il cambio lavoro.
  • Le macchine flessografiche a tamburo centrale – normalmente a sei colori, contrapposti tre a tre – rappresentano la soluzione migliore per ottenere stampati di qualità, non solo per quanto si riferisce al registro, ma anche alla qualità in genere, perché la forma di stampa ha una striscia di contatto maggiore con il cilindro di pressione (data la grande circonferenza di quest’ultimo) e la tangenza complessiva del nastro è più lunga; tutto ciò consente di mantenere una pressione di stampa più regolare e di ridurre l’ingrossamento e la deformazione dei grafismi. Hanno però un costo maggiore.
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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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