Classificazione dei marchi

Si fa presto a dire “marchio”. Alcuni miei giovani studenti hanno un proprio “logo”. Già, perchè si tratta di giovani grafici, fotografi o video maker. Non gli basta il nome: “Mario Rossi graphic designer”. Vogliono esprimere la loro personalità e il proprio talento mediante un segno, un simbolo o un monogramma… come quello con il quale Carlo Magno siglava i documenti imperiali… (I joke, of course!)

monogramma-CAROLUS

Monogramma di Carlo Magno, Imperatore del Sacro Romano Impero

  • Il monogramma – dal greco μονο (mono-uno) + γράμμα (gramma, segno, forma, lettera) = formato da un solo segno), è un marchio basato su lettere (logogramma) che vanno a formare un segno unitario.
  • Il tipogramma – dal greco τύπος (tipos) = impronta, modello, figura o lettera – è un  logogramma costituito da caratteri non disegnati  espressamente, e neppure modificati. E’ la tipologia più diffusa e, spesso, questi tipogrammi sono associati a simboli noti (corone, aquile, ecc.) a formare il logo di piccole ditte (trasporti, servizi, commercio, artigianato).
  • Il logotipo – dal greco λόγος (logos) = parola +  τύπος (tipos) – è un logogramma originale, realizzato con un lettering espressamente studiato per differenziare azienda, marca o prodotto dalla concorrenza (anche se non sempre riesce nell’intento).
  • La sigla – dal latino singula = formato da singole lettere – è un insieme di lettere (due o più) che costituisco le iniziali di un nome proprio o altro (come in F.I.A.T. = Fabbrica Italiana Automobili Torino che costituisce anche un acronimo, perchè normalmente non si legge per esteso e se ne può ignorare il significato).
  • il pittogramma è una forma grafica semplice coimagesme una figura stilizzaMAPPAMONDO_STILta o un simbolo che rappresenta direttamente (connota) o indirettamente (denota) il suo referente (l’oggetto o il concetto) cui fa riferimento (è un pittogramma che connota, ad esempio, il mappamondo stilizzato. Un pittogramma del secondo tipo è il simbolo della croce).

Il seguente criterio di classificazione distingue i marchi per tipologia di utilizzo:

  • marchi  individuali (usati da professionisti di vari settori)
  • marchi aziendali, come i marchi di fabbrica
  • marchi commerciali (brand mark)
  • marchi collettivi (consorzi, organizzazioni, associazioni, CGIL)
  • marchi di origine (Prosciutto di Parma)
  • marchi di certificazione (TÜV)

Per esser pratici, diremmo che oggigiorno un marchio può essere un elemento grafico qualsiasi, realizzato in qualunque modo: disegno a mano libera, geometrico, disegno vettoriale, forma raster sfumata, immagine fotografica… Evviva! Così come siamo tutti fotografi, siamo tutti grafici. E chi ha detto che non può essere? Anche il maestro Scannagatti era un musicista, certo niente a che vedere con Giuseppe Verdi!


 

Torniamo seri. Per completare la nostra rassegna dei criteri di classificazione che comprenda sia i marchi propriamente detti, che i logotipi, dovremo distinguere tra:


  • Marchi astratti
  • Marchi figurati
  • Marchi (e logotipi) associativi
  • Marchi (e logotipi) allusivi
  • Logotipi ad emblema
  • Logotipi basati sulle iniziali ed acronimi
  • Logotipi basati su un nome

 

Annunci

Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
Questa voce è stata pubblicata in appunti, tecnologia dei processi di produzione e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Benvenuti su Classroom_news!

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...