Progettazione del marchio


Ai miei studenti che scalpitano per lavorare con gli applicativi di grafica, devo dare forse una spiacevole notizia: per progettare un marchio ci vuole principalmente una buona idea una discreta quantità di fogli… e una penna per metterla giù. L’idea nasce come la perla nell’ostrica:  intorno a un granello di sabbia.  Perchè possa prendere forma, è necessario saper configurare, organizzare, generare “percetti” dotati di senso… E’ corretto imparare ad usare gli strumenti per conoscerne le potenzialità e sfruttarne le possibilutà operative. Però lo strumento è, appunto, uno strumento… Si può diventare dei “virtuosi” dello strumento… ma la musica è un’altra cosa.


  1. L’idea. Può scaturire da una discussione (briefing), sugli scopi, la storia e/o altre considerazioni che riguardino l’azienda (o chiunque commissioni il lavoro), come l’immagine, la personalità, il carattere, l’idea che si deve comunicare.
    In altri casi può essere frutto di una intuizione o persino del caso, ma comunque dev’essere coerente con l’intento comunicativo.

    • Qualche marchio astratto sembra non avere alcuna attinenza con la natura dell’azienda che rappresenta. Qualche volta si tratta della stilizzazione di iniziali o di elaborazioni grafiche tratte da dettagli difficilmente riconoscibili. A quel punto si valuta l’efficacia della forma in relazione alla tipologia di azienda.

  2. Gli schizzi a penna, sino al raggiungimento della forma definitiva che l’idea assume nel suo aspetto grafico, sono come uno spartito musicale o, se volete,  come il testo di uno spettacolo teatrale che aspetta la sua messa in scena. Si tratta, cioè, della parte determinante dell’intero lavoro.
    • Le fasi successive incidono molto sul “successo” del lavoro, come la regia può persino migliorare un testo ed esaltarne le qualità. Tuttavia, senza un buon soggetto non c’è regia che tenga.
  3. La fase esecutiva oggi è realizzata al computer prevalentemente con applicativi di grafica vettoriale (Freehand, Illustrator, CorelDraw, InkSkape, ecc). Occasionalmente, per effetti particolari e in casi più che altro eccezzionali, si impiegano applicativi raster (Photoshop, Gimp, ecc).
    • Non fanno parte delle eccezioni i limiti tecnici di chi procede all’esecutivo adattando la grafica raster agli scopi del disegno vettoriale. Gli incompetenti sono presenti in ogni settore!

In questo lavoro la creatività del progettista si basa su particolari saperi che talvolta vanno sotto la denominazione di “basic design”. Questa disciplina si basa sui principi di funzionamento della percezione visiva, studiati della Gestalt psichologie.
Quando si conoscano affondo tali “meccanismi”, la loro operatività dal piano grafico, dove trovano applicazione, si trasferisce sul piano pecettivo dove vengono decodificati ed interpretati come comunicazione visiva. Vediamone alcuni all’opera, esemplificati in marchi di varia natura.

 

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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