Gli spazi di colore

Quanti colori possiamo vedere? Un rapido controllo delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento, riporta questi risultati (traduzione dall’inglese):

  1. L’enorme variabilità nella composizione spettrale della luce riflessa dalle superfici, produce una gamma di oltre 100.000 colori distinguibili dall’occhio umano. 
  2. Esperti del settore affermano che forse possiamo distinguere fino a 10.000.000 di colori.
  3. Gli esseri umani e altre scimmie antropomofe, hanno una visione basata su tre recettori di colore, sensibili al blu al verde e al giallo-rosso, che ci permettono di vedere (fino a) 2,3 milioni di colori.
  4. La nostra soglia di sensibilità alle variazioni di colore è così bassa da consentirci di distinguere tra circa 7 milioni di colori.
  5. È stato stimato che l’uomo può distinguere tra circa 10 milioni colori diversi, anche se l’identificazione di un colore specifico è altamente soggettiva, poiché anche i due occhi di un singolo individuo percepiscono colori leggermente diversi (Wikipedia in inglese).

Fisiologia
I 120 milioni di cellule presenti nell’occhio, detti bastoncelli, sono sensibili alle variazioni di intensità della radiazione luminosa. Essi vengono attivati in condizioni di scarsa luminosità: quando la luce è scarsa noi vediamo senza percepire la sensazione cromatica, ma solo le variazioni di luminosità.
I circa 6 milioni di cellule specializzate nella percezione delle tonalità di colore, detti coni, sono attivi al di sopra di un determinato valore di intensità luminosa. I coni, a loro volta, sono specializzati nel distinguere tra tre diverse porzioni dello spettro luminoso, quella corrispondente alla sensazione del blu, quella corrispondente alla sensazione del verde e quella corrispondente al rosso. Normalmente i coni mostrano una maggiore sensibilità nello spettro del verde, meno in quello del blu (questo significa che siamo più sensibili alle variazioni nel verde che nel blu. La sensibilità al rosso si colloca a metà strada).
Teoria del colore
Lo spazio colore della *visione umana venne studiato da un gruppo di ricercatori del C.I.E. Commission Internationale de l’Eclairage, che nel 1931 mise a punto un sistema di misurazione oggettiva del colore.
La C.I.E. considerò le sorgenti di illuminazione, dette illuminanti,  e utilizzò come parametro l’osservatore standard, cioè, una media matematica delle rilevazioni condotte a partire dalla percezione soggettiva del colore condotta sperimentalmente su soggetti umani.


*La visione fisiologica dell’osservatore standard considerata dal C.I.E. – coi diversi illuminanti standard utilizzati – comprende necessariamente tutti i colori  realmente percepibili e, quindi, tutti i colori visionabili (ovvero ottenibili o stampabili) con i vari altri spazi di colore dei dispositivi di input e di output disponibili (fotocamere, scanner, monitor, stampanti, ecc).

SPAZI COLORE

1. Spazi di colore relativi all’RGB a gamma cromatica estesa (wide gamut RGB), allo spazio standard Adobe 1998 e a quello sRGB. Gli ultimi due sono adoperati discrezionalmente dagli utenti di dispositivi di input come fotocamere digitali e scanner.

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2. Diagramma C.I.E.


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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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