Packaging Design

Ci interesseremo di packaging sia dal punto di vista tecnico e dei processi di produzione, che dal punto di vista funzionale e della comunicazione. Qualcuno ha definito la il packaging (la confezione) dei prodotti come “il venditore silenzioso”, sottolineandone l’importanza  nel marketing. Infatti, quando consideriamo il mktg mix e la variabile Place (che sottintende, il sistema distributivo) dobbiamo considerare anche la confezione del prodotto, la forma che assume nello scaffale del negozio. Molti aspetti che rientrano in questa variabile sono collegabili al concetto di packaging. Ad esempio, per quanto riguarda il trasporto: gli imballaggi sono packaging. Vanno studiati sia funzionalmente (devono proteggere il prodotto e devono dare indicazioni al trasportatore circa le modalità di stoccaggio, il verso, ecc), sia per quanto riguarda la l’identificabilità del prodotto contenuto, l’immagine dell’azienda e/o della marca.

Se la funzione principale della confezione, all’origine era essenzialmente quella di proteggere e di rendere maneggevole il prodotto industriale – nel trasporto, nello stoccaggio in magazzino ecc. – con l’aumentare della concorrenza e la contemporanea presenza di prodotti simili e persino identici, il packaging diventa un elemento strategico per “differenziare” e “posizionare” il prodotto, distinguendolo dagli altri almeno nell’aspetto esteriore.
Tutto questo ha condotto ad un mutamento di ruolo del packaging. Si è avuta una sempre maggiore importanza della funzione comunicativa (come elemento di mktg), comportando anche una maggiore incidenza sui costi industriali che si sono tradotti in un aumento di spesa per i consumatori, a parità di merce acquistata. In altri termini, quello che è essenzialmente un elemento di vantaggio competitivo per l’azienda, svantaggia, almeno dal punto di vista economico, chi acquista! I grandi “hard discount” sono la risposta del mercato a questo eccesso di “visibilità” – legata al concetto di brand – che affligge molti dei beni di largo consumo. In queste catene infatti, vengono venduti  prodotti in confezioni semplici, essenziali, con una grafica poco appariscente. Grafica e design rappresentano delle importanti fonti di costo e, del resto, le aziende che curano il packaging – ad esempio, migliorando la funzionalità di un contenitore – tengono ad enfatizzare questi aspetti nella comunicazione pubblicitaria, altra fondamentale fonte di costi (un capitano d’industria una volta ebbe a dichiarare: Half the money I spend on advertising is wasted; the trouble is I don’t know which half).
A tutto questo va aggiunto il notevole impatto ambientale che le confezioni, specie quelle mal progettate ed eccessivamente elaborate, hanno nel ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Infatti, le aziende maggiormente all’avanguardia si segnalano anche per una maggiore sensibilità nella cura dei materiali e del design del packaging, al fine di minimizzare i problemi connessi (ad esempio IKEA).

Dal punto di vista strettamente tecnico, nella progettazione di un packaging si tiene conto principalmente degli aspetti specifici del prodotto da contenere, se ad esempio esistono degli standard settoriali (modelli standard di settore, come il tubo del dentifricio, le buste sottivuoto per il caffè in polvere, le bustine per il the, i tetrapack per latte e succhi di frutta, ecc). In alcuni settori si possono avere un paio di alternative standard   (pensate alla pasta, al riso o alle bibite che possono presentarsi in lattine di alluminio o in bottiglie di vetro, ecc.).
In generale, le scatole di carta (pasta, biscotti, ecc.) presentano una faccia principale (detta prima area o primo spazio) con funzione di richiamo – cui è assegnata la riconoscibilità immedita del prodotto e della marca – e una faccia secondaria, opposta alla prima, il cui ruolo è di supporto alla comunicazione di marketing (spesso vengono presentari altri prodotti della stessa linea). Le aree laterali hanno una funzione di servizio per il consumatore (ingredienti, peso, istruzioni per l’uso, ecc).

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Informazioni su vincegargiulo

Nato a Napoli dove ho studiato arte. Insegno grafica e fotografia nella scuola statale. I miei interessi spaziano dalla comunicazione visiva alla filosofia, fotografia, cinema ...
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