vchutemas

Quasi parallelamente alla Bauhaus viene fondata, in Unione Sovietica, una scuola d’arte e di progettazione di estremo interesse, la scuola Vchutemas (1). Essa nasce a Mosca nel 1920, con l’obiettivo di fondare su basi oggettive e scientifiche l’istruzione artistica per raggiungere un alto livello professionale. Rispetto al corso fondamentale della Bauhaus, quello del Vchutemas si articola in quattro sezioni: Grafica, Colore, Volume e Spazio.
Secondo Aleksandr Rodchenko (1891 – 1956), artista leader del Costruttivismo russo (2 ), l’arte, come ogni scienza, è una branca della matematica, e su questo slogan Rodchenko nel 1920 costruisce il suo corso Basic Design. Lo scopo delle esercitazioni di Rodchenko è quello di sviluppare le capacità analitiche, l’intuito creativo e l’attitudine alla pratica dello studente. Nell’elaborazione di un esercizio di Rodchenko di seguito riportata e in quella successiva, la linea è utilizzata come scheletro, come insieme di piani che si intersecano. Le figure geometriche di base escono dal lavoro della squadra e del compasso e perdono qualsiasi valore pittorico e sinestesico, come abbiamo visto in quelle di Kandinsky.
Sempre a Vchutemas, ma nella sezione Colore, anche Lubiov Popova (1889 – 1924) sviluppa esercitazioni di Basic Design, ponendo l’accento sugli aspetti percettivi ed in particolare quello cinetico.
Per quanto riguarda la sezione Spazio, Vladimir Krinski (1890 – 1971) (2) (3) propone esercitazioni tridimensionali. In queste esercitazioni lo studente deve tenere conto della legge sulla percezione visiva, in quanto le forme tridimensionali vengono concepite come unità mobili, in relazione al punto di vista dell’osservatore.
Di particolare interesse sono le esercitazioni per la costruzione di composizioni frontali con elementi spaziali dove la struttura è definita da piani che si intersecano su una spirale, in accordo con le leggi della progressione geometrica.
Black Mountain College (1933-1949), Yale University (1950-1960)

Intorno agli anni trenta sia il Bauhaus che Vchutemas vengono travolti dalle note vicende storiche del Nazismo e Regime stalinista e il fulcro del Basic Design si sposta negli Stati Uniti. Il Bauhaus viene chiuso nel 1933. Josef Albers, tra i primi docenti a trasferirsi negli Stati Uniti, viene chiamato al Black Mountain College (3), dove insegnano docenti del calibro di John Cage e tra gli allievi spiccano personaggi come il pittore pop Robert Rauschenberg. Durante questi anni americani, Albers (2) sistematizza ulteriormente il suo insegnamento di Basic Design iniziato al Bauhaus, ponendo particolare attenzione agli aspetti percettivi del colore ed a quelli morfo strutturali della configurazione, come testimoniano le esercitazioni dei suoi allievi ( Sewell Sillman, Ruth Asawa ) (4) e i suoi articoli dell’epoca ed ,in particolare, “Concerning Art Instruction” del 1934. In questo scritto Albers spiega la relazione esistente tra il suo insegnamento al Bauhaus “Werklehre” e quello del Basic Design condotto al Black Mountain College. Va segnalato che Albers conia il termine Basic Design con precisione, definendolo un training essenziale per sviluppare il pensiero costruttivo , le capacità di invenzione e di osservazione dello studente. “ To open eyes” è il motto di Albers al Black Mountain College.

Successivamente, Albers insegna alla prestigiosa Yale University, dove si dedica quasi esclusivamente alla sperimentazione sul colore, tema che acquisisce un ruolo di primo piano come dimostrato dal famoso testo “Interaction of Color” (1963), che contiene tutte le sue esercitazioni di Basic Design sul colore. Secondo Albers il colore è il mezzo più relativo nel campo artistico.
New Bauhaus. Institute of design (1937-1955)

Nel 1937 anche Moholy-Nagy (2) emigra negli Stati Uniti, dove fonda il New Bauhaus (1) a Chicago. Nell’ambito della storia del Bauhaus, Gropius ne fonda la pedagogia sul connubio arte-tecnica. Per contro, Moholy-Nagy propone la triade arte, tecnologia e scienza. Sulla base di questa tripartizione, organizza il corso preliminare nelle seguenti sezioni: la componente tecnologica si concretizza nel laboratorio di Basic Design, quella artistica si raggruppa sotto il termine “Visual Fundamental” o “Visual Design”, quella scientifico-culturale si rafforza rispetto al Bauhaus, e per questa sezione vengono chiamati studiosi di livello internazionale, tra cui citiamo il contributo del semiologo Charles Morris.
Moholy-Nagy definisce il termine Basic Design proprio per le attività relative al laboratorio tecnico-sperimentale.
Al New Bauhaus Moholy-Nagy si allontana dal formalismo tecnico-costruttivo, tipico degli studi del Bauhaus, e si concentra sul valore di comfort tattile e sugli aspetti sensoriali come nel caso delle note “hand sculpture “, ovvero oggetti scultorei facili da maneggiare.
Diverso è il caso degli esercizi di Hin Bredendieck. Allievo di Albers, Bredendieck rivela un interesse per le tematiche morfostrutturali e l’uso dei nuovi materiali, come la plastica e il plexiglas. Le esercitazioni consistono nell’ottimizzare al massimo gli strumenti tecnici e le macchine messi a disposizione.

Nell’ambito del corso di Visual Design, l’atelier sulla luce (4) rappresenta una delle novità più significative proposte da Moholy-Nagy, il quale introduce delle sperimentazioni su diverse modalità di realizzazione di fotogrammi, ovvero le cosiddette “fotografie senza macchina fotografica”, realizzate mediante la registrazione diretta della luce sulla pellicola. Più in generale Moholy-Nagy invita lo studente ad elaborare i cosiddetti “affreschi luminosi”, ottenuti attraverso l’uso della tecnica fotografica e trasformati in giochi di luci e ombre.
La scuola del New Bauhaus, rinominata School of Design, vive poi una ulteriore fase di sviluppo che può essere bene illustrata dagli esempi che riportiamo di seguito. Vi si riflette l’influsso di un docente della sezione Visual Fundamental, Gyorgy Kepes (1906 – 2001) (5), autore di un manuale dal titolo “Il linguaggio della visione” (1944), nel quale Kepes tenta di elaborare un vero e proprio linguaggio della visione, prendendo in esame le teorie della psicologia della percezione e della semiotica.

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