astrattismi_&_grafica

L’ARTE MODERNA E LA GRAFICA

Quanto la produzione artistica storicizzata sia importante nello studio della progettazione grafica, può essere testimoniato da numerosi esempi. Dalle immagini dipinte nelle caverne alle incisioni rupestri, sino ai “graffitisti” contemporanei – passando per le pitture vascolari antiche, le geometrizzazioni greche, islamiche, ottomane; la sterminata produzione decorativa degli incunaboli medioevali, sino alle “scuole moderne” – gli esempi sono tanti e molto eloquenti.

Josef Albers, tributo al quadrat

Josef Albers, tributo al quadrato, 1959

In questa occasione ci occuperemo di opere di artisti che fecero parte di alcuni dei movimenti d’avanguardia manifestatisi nei primi decenni del Novecento (le cosiddette “Avanguardie storiche”). Artisti e movimenti che hanno influenzato incisivamente la sensibilità estetica contemporanea e, quindi, anche il nostro modo di vedere, di pensare, e di operare creativamente.

Il termine “astrattismo” indica le correnti artistiche affermatesi in Europa intorno ai primi decenni del Novecento che abbandonarono le forme figurative tradizionali a favore dell’espressione interiore, di un’arte concreta ed assoluta, di volta in volta rigorosa e geometrica o estroversa e giocosa. Sempre sensibile alla forma e al colore. Nell’ultimo decennio del XIX e i primissimi anni del XX secolo alcuni pittori si assunsero l’incarico di trasformare radicalmente il modo di concepire l’arte, ancor più i profondità di quanto non avesse fatto  “l’Impressionismo”, esperienza dalla  quale pure essi prendevano le mosse. Mutava anche il ruolo che gli artisti ricoprivano nella società del tempo: sempre più “liberi pensatori” (parte dell’intellighenzia) e sempre meno legati ai committenti.

 

 

Paul Klee è, con Kandinskij e Mondrian, il massimo esponente dell’astrattismo. La sua pittura guardava all’espressività infantile, assumendone la maniera anti-naturalistica di riferire la realtà, intima e personale. Ma si spinge anche oltre,  sino  alla creazione di micro-universi simbolici, dove prevale il segno iconico e colore non descrittivo, la materia pittorica e i suoi supporti sempre in intima complicità con l’intenzionalità immaginativa dell’opera (tela di canapa e gesso, carta, cartone…). Klee e Kandinskij dal 1921 e il 1923, tennero seminari e corsi di insegnamento sulla Forma e sul Disegno analitico nella Bauhaus a Weimar.

Con Piet Mondrian l’Astrattismo trova un nuovo “cantore”. Egli segue un percorso concettualmente simile agli altri capiscuola del movimento d’avanguardia (Kandinskij e Klee), ma il suo rigore geometrico, l’esasperata ricerca dell’equilibrio e dell’armonia condotta sul piano formale attraverso pure campiture di colore e linee nere ortogonali, lo pongono in antitesi, sebbene forse egli ricerchi e persegua per altre strade le stesse  aspirazioni. Mondrian fonda il Neo-plasticismo con Theo Van Doesburg dopo aver aderito al movimento olandese De Stijl che si proponeva il superamento dell’estetizzante “Art Nouveau”. Mondrian a suo modo estremizza la poetica astratta, semplificando il segno sino all’estremo. In seguito altri artisti prenderanno le mosse dal suo lavoro per produrre tele quadrate di un solo unico colore.

VK copertina originale dell'almanacco del cavaliere azzurro 1912

Copertina della rivista Der Blau Reiter (Il cavaliere azzurro).

Se in Paul Klee l’astrazione avere una base poetica e narrativa  e in Piet Mondrian osserveremo prevalere il rigore geometrico – il senso dello spazio e dell’armonia pitagorica – Vassilj Kandinskij, pensando la pittura come ricerca di una espressione spirituale, esalta il gesto e il ritmo, la corrispondenza dei suoni e dei colori, assimilandola a composizioni musicali, nelle quali ammiriamo, con le melodie, il ritmo e l’armonia e non certo la descrizione naturalistica di oggetti o eventi. Per altro, proprio in quegli stessi anni Arnold Schonberg sperimentava l’atonalità. in composizioni che rappresenteranno una nuova e diversa estetica musicale. Kandinskij  fu anche il massimo teorico del movimento astrattista . Nel suo scritto “Della spiritualità nell’arte, particolarmente nella pittura”, egli getta le basi della poetica “astrattista”, condivise da molti altri pittori.

Primo acquarello astratto di Kandinskij

Primo acquarello astratto di Kandinskij

Ritratto di W. Gropius

Ritratto di W. Gropius

Sotto la direzione dell’architetto Walter Gropius, che ne era stato anche il fondatore nel 1919, le arti applicate furono considerate allo stesso livello delle cosiddette “Belle arti”. Gropius infatti era favorevole ad un insegnamento progettuale basato su laboratori sia per quanto riguarda i designer che per gli artigiani. I principi su cui si basava il programma del Bauhaus del 1919 erano stati anticipati, da Bruno Taut, nel suo programma sull’architettura del 1918. Taut era convinto che l’unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire, avrebbe portato una nuova

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Impaginazione di L. Moholy-Nagy per la rivista del Bauhaus

unità culturale. Nello stesso 1919, Gropius aveva chiamato lo svizzero Johannes Itten affidandogli corsi propedeutici sul colore. In seguito (1921-1923) vennero chiamati all’insegnamento anche Kandinskij, Klee e Laslo Mohonly-Nagy.

L’importanza di Johannes Itten per chi studia la grafica o chi ne fa professione è davvero notevole. Nel  1919 fui chiamato da Walter Gropius alla Bauhaus, dove ebbe modo dilavorare a stretto contatto con Klee, Kandinskij e Mohonly-Nagy. Vi insegnò tenendo Corsi propedeutici sul colore e sul ritmo, ed ebbe modo di approfondire i suoi studi teorici sul colore.

JI variazione II 1957

Variazione di J. Itten, 1957

Legatosi prima al costruttivismo russo – soprattutto di El Lissitzkij – e poi al movimento olandese De Stijl, Laslo Moholy-Nagy nel 1922 viene invitato da Gropius alla Bauhaus dove, tra l’altro, diventa il curatore della collana di libri editi dalla scuola d’arte tedesca (Bauhaus Bucher). La veste grafica progettata Moholy-Nagy per queste pubblicazioni è molto innovativa, vicina ai modelli di El Lissitzkij. Un esempio lo possiamo osservare nel volume “Pittura fotografia film” dello stesso Laszlo Moholy-Nagy, pubblicato nel 1925.

Per chi studia la grafica, Lazar El Lissitzkij rappresenta un autore particolarmente significativo nel panorama dell’arte moderna. Laureato in architettura, insegna all’Accademia di Vitebsk (Russia) su invito di Marc Chagal. Qui incontra Casimir Malevitch e si avvicina al movimento suprematista. In seguito conosce Tatlin e aderisce al Costruttivismo. Ad una produzione artistica originale costituita da opere di grande interesse, affiancò una fondamentale ricerca sulla struttura nell’impaginazione editoriale, che influenzò i grafici della scuola svizzera e che viene studiata ancora oggi.

Esempio di impaginazione su gabbia di layout modulare di El Lissitzky

Esempio di impaginazione su gabbia di layout modulare di El Lissitzky

Dalla Bauhaus e dalla scuola russa ci provengono gli esempi più influenti dell’arte moderna sulla grafica. Sarà la scuola svizzera (Ulm), nel secondo dopoguerra a proseguire sulla strada del profondo rinnovamento della grafica editoriale e del visual design.

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